• Pulicenter Maule

Etichette e simboli di lavaggio

In Italia, le leggi sull’etichettatura dei tessili sono complesse e poco chiare*.

Se da una parte vi è l’obbligo per i produttori di fornire informazioni sulla composizione dei loro prodotti, e quindi di applicare al capo stesso un’etichetta riportante le percentuali delle varie fibre che lo compongono ( etichetta di composizione), dall’altra non è chiaro se vi sia l’obbligo (a differenza di altri Paesi Europei e non) di fornire informazioni sulla manutenzione di tali prodotti ( etichetta di manutenzione).

 

Fortunatamente, la legge è chiara su un punto: quando l’etichetta è presente, dev’essere veritiera.

 

Va da se che la presenza di entrambe le etichette semplificherebbe il nostro lavoro e tutelerebbe maggiormente voi clienti evitando inutili contenziosi in caso di capi danneggiati.

La vostra tutela

E’ utile sapere che se “ Le imprese di tintolavanderia non rispondono dei danni conseguenti alle indicazioni inesatte, ingannevoli o non veritiere relative alle denominazioni, alla composizione e ai criteri di manutenzione riportate nella etichettatura dei prodotti tessili” (legge 84 del 22 febbraio 2006),“ il venditore è responsabile del difetto del prodotto (compresi i danni arrecati al capo da etichette di manutenzione ingannevoli o non veritiere) “(articoli 130 e 132 del Codice del consumo (D. Lvo n. 206/2005)).

 

Quindi, quando acquistate un capo d’abbigliamento, la prima cosa da fare è controllare che sia munito di etichetta di composizione e di manutenzione!

Solo così il capo vi potrà essere rimborsato dal negoziante o dalla lavanderia in caso di danneggiamento.

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